"Hornby ha inaugurato un nuovo filone di letteratura <<confessionale>> maschile con i romanzi Febbre a 90' e Alta fedeltà [...] in cui le passioni in essi descritte sono viste nel loro trasmutarsi in <<ossessioni>> con problematiche conseguenze anche nei rapporti con il mondo femminile".
La garzantina di letteratura, nella sua dosata brevità, così definisce il genere letterario di cui Nick Hornby, negli anni 90, è diventato il campione: letteratura confessionale maschile. Ed è difficile definire altrimenti questo libro, soprattutto considerando il fatto che, pur non manifestandolo apertamente, i destinatari di questo racconto in prima persona sono uomini, quasi esclusivamente. E questo è chiaro quando il protagonista, Rob Fleming, cerca la complicità (o il conforto) dei lettori in questioni decisamente "maschili" - come, ad esempio, il numero medio di amanti per gli over 30 - questioni in cui spesso coinvolge il lettore con un "noi" cameratesco e solidaristico.
Alta fedeltà è un libro tutto sommato gradevole, una lettura appassionante, con un grosso pregio: una lingua semplice, colloquiale, con la quale però Nick Hornby riesce a parlare di cose complesse come il rapporto con se stessi e con gli altri, che siano "amici" o " ragazze": una capacità di analisi e di autoanalisi non priva di umorismo e scetticismo, lucida ed assolutamente autentica.
La storia è anch'essa molto semplice: il protagonista si trova in una crisi ed inizia ad interrogarsi sulla vita e i suoi sentimenti, i suoi rapporti con il sesso e le ragazze, le ex fidanzate, il fidanzato della ragazza che lo ha appena lasciato, i rapporti con il passato e le aspettative per il futuro: ma ciò che rende tutto questo così autentico - a parer mio - è la normalità di queste persone, le loro piccole cose, i loro slanci di affetto e, a volte, i loro egoismi e le loro piccole cattiverie. Rob Fleming è un ragazzo come tanti; vive come tutti le più o meno piccole crisi quotidiane a casa e al lavoro, con la fidanzata, i genitori e gli amici, ma non arriva alla disperazione perchè accetta questa sua "normalità". Nel film Nessun messaggio in segreteria un personaggio diceva che la gente comune non è felice perchè non è capace di accettare la propria mancanza di talento: forse Rob Fleming e molti personaggi del libro, arrivati ai trent'anni, lo hanno capito.
Un mediocre senza talento? in realtà Rob Fleming e i suoi amici un talento ce l'hanno: la musica. Il protagonista possiede infatti un negozio di dischi dove lavorano due maniaci del pop, Dick e Barry, e la loro vita è scandita a forza di canzoni e di mini classifiche, di vinili e di cassette-compilation... come una vita parallela, dove una canzone è una risposta ad un problema, e un cantautore compare con le dita sull'accordo per suonare la soluzione al tuo problema (e nello splendido film tratto dal libro è Bruce Springsteen in persona ad apparire in un piccolo cameo). Ma la cosa che più mi ha (piacevolmente) sorpreso è che alla fine per qualcuno si realizzano i sogni, ritorna la felicità, e allora per un po' la normalità svanisce.